Addio a Helin Bölek | Il Prezzo di una Lotta Culturale

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Aveva 28 anni e da 288 giorni non mangiava. La sua era una forma di protesta non violenta, uno sciopero della fame per richiamare alla giustizia il governo turco e chiedere, con il proprio corpo ogni giorno più debole, il rispetto dei diritti. Helin Bölek, attivista e cantante kurda del gruppo musicale di protesta Grup Yorum, è morta venerdì 03 Aprile 2020e la sua storia ci parla di lotta, lotta al di là di tutto.

Il tutto è cominciato nel 2018 quando diversi musicisti di Grup Yorum sono stati arrestati con l’accusa di affiliazione al gruppo terroristico Dhkp-C. A febbraio scorso si è svolta la prima udienza del processo, ma gli imputati sono in carcere già da due anni come forma di “detenzione preventiva”. Helin, rifiutandosi di mangiare, chiedeva la scarcerazione sua e dei suoi compagni in nome della libertà di espressione politica.

Fondato nel 1985 da quattro giovani universitari, Grup Yorum è diventato un punto di riferimento nell’ambito della musica di protesta turca con 20 album realizzati, 2 milioni di dischi venduti, concerti e tournée in diversi Paesi. Come spiega Kaleydoskop, il gruppo, negli anni, ha cambiato spesso formazione con più di 50 membri che si sono intervallati arrivando negli ultimi tempi a un totale di oltre 20 musicisti attivi. La loro musica ha da sempre raccontato la lotta politica, la violazione dei diritti, la violenza del governo turco dando voce alle vittime di soprusi e ingiustizie.

A gennaio Helin e Gokcek, dopo mesi di richieste inascoltate, hanno deciso di trasformare il loro sciopero in un vero e proprio digiuno fino alla morte. Viste le loro gravi condizioni fisiche, i due sono stati rilasciati e trasferiti in ospedale, dove però hanno rifiutato le cure continuando determinati la loro protesta per ottenere il rilascio dei compagni. Helin Bölek non ce l’ha fatta e si è spenta a causa del digiuno, mentre Ibrahim Gokcek continua la loro battaglia.

Alla notizia della morte di Helin moltissime persone sono scese nelle piazze e per le strade di Istanbul per protestare e dare l’ultimo saluto all’attivista.

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