Cinema Kurdo | Incontro all’Università di Bologna

komina film Rojava - Università Bologna

 

KOMÎNAFÎLMAROJAVA
CINEMA,LOTTAELIBERTÀ

 

INCONTRO CON PROIEZIONE
VENERDÌ 11 NOVEMBRE 2022, ORE 15:00-19:00
AULA1, COMPLESSO DI SANTA CRISTINA, PIAZZETTA MORANDI, BOLOGNA

 

The most valuable comes of the cinema will be delivered to the peoples of Rojava in their own languages. We shall not allow the cinema to be simplified to become an industrial tool or a consumable and exhaustible object. The squares of our villages will become our culture and art centers. Our factories and our restaurants will become cinema halls. Our vibrant streets will be our films sets.

 

Komîna Fîlma Rojava è un collective di cineasti nato il 14 luglio 2015 nella region autonoma del Rojava, nel nord-est della Siria. Nel contesto della guerra civile siriana, la regione, amaggioranza curda, ha proclamato la propria autonomia e ha creato strutture di autogoverno basate sulla democrazia diretta, la liberazione delle donne, l’ambientalismo e il multiculturalismo. Il collettivo abbraccia e sostiene la rivoluzione in atto e attraverso il mezzo filmico documenta e narra le lotte e gli ideali del popolo curdo, tentando anche di raccontarne gli aspetti più strettamente socio-culturali.

Il Komîna sostiene che parte di una rivoluzione è la ricostruzione del suo significato. Emanazione della Komîna Fîlma Rojava è la Rojava Film Academy che ritiene il cinema lo strumento più efficace per questa ricostruzione identitaria. L’Accademia basa la sua metodologia sul concetto del realismorivoluzionario: una narrazione che non si limita a documentare la realtà in un modo nuovo, ma aspira a ridefinire una realtà del possibile. Non solo trova una forma per descrivere l’esistente, ma crea la possibilità di immaginare il non ancora presente, iln continuo divenire di una rivoluzione in atto.

Il Komîna Fîlma Rojava ricostruisce e riorganizza tutte le infrastrutture di produzione cinematografica, dalle proiezioni ai progetti educativi come quello della Rojava Film Academy. Offre programmi formativi con corsi di storia del cinema internazionale, storia del cinema curdo, teoria del cinema, fotografia, cinematografia, sceneggiatura, montaggio e sound design, tenuti da professionisti del cinema locali e internazionali. L’Accademia è auto-organizzata e strutturata in modo orizzontale, e gli studenti sono chiamati a partecipare attivamente. Dopo decenni di oppressione della lingua e della cultura curda, la Rojava Film Academy mira a rivitalizzare la cultura cinematografica locale, rivendicando il potere di immaginare e di narrare.

A partire dall’analisi della mostra allestita presso il MSUM di Lubiana nel 2020, Komina Film Commune: Forms of Freedom, le organizzatrici hanno voluto presentare, nella sede di Santa Cristina, il lungometraggio Dengbej di Sêro Hindî, prodotto dal collettivo nel 2017. 

Le opere del Komîna sostengono non solo la conoscenza della realtà politica e sociale della regione autonoma del Rojava, che elabora, attraverso il confederalismo democratico, un’alternativa al sistema stato-nazioni di stampo Occidentale, ma anche la costruzione di una riflessione condivisa sul ruolo che la produzione artistica e la cultura più in generale possono assumere in uno spazio di conflitto e nel contesto di autodeterminazione di un popolo.

 

Organizzazione: 

Introduzione all’incontro: Giulia Bertolazzi, Ludovica Fasciani, Giulia Paletti e Annetta Rombolà. 

Ricostruzione del contesto geopolitico del Rojava: Soran Ahmad, Presidente dell’Istituto Internazionale di Cultura Kurda a Roma. 

Moderano: Giulia Paletti e Annetta Rombolà. 

Proiezione lungometraggio: Dengebej (43’ con sottotitoli in lingua italiana). 

Il Komina Film a Rojava: testimonianza dei registi Sêro Hindî e Sevinaz Edvike. 

Moderano: Giulia Bertolazzi e Ludovica Fasciani. 

Il ruolo della musica nella cultura e nel cinema curdo: Yado Aiden Uzun, musicista e studente di Antropologia, Università di Bologna. 

Moderano: Ludovica Fasciani e Annetta Rombolà. 

Cinema e museo, approcci radicali: Giulia Bertolazzi, Ludovica Fasciani, Giulia Paletti e Annetta Rombolà.