Kurdistan-Italia: Solidarietà internazionale

Kurdistan - Italia: Solidarietà internazionale

Solidarietà internazionale. L’Ospedale di Parma accoglie sei peshmerga feriti dalla guerra contro il Daesh

Iniziativa dell’Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo kurdo presieduto dall’On. Giuseppe Romanini

Parma, 27 novembre 2017 – Sono arrivati oggi a Parma i sei cittadini di origine curda che, combattendo in prima linea a Kobane la guerra di liberazione dei territori occupati dal Califfato Islamico, sono rimasti gravemente feriti. L’Ospedale Maggiore di Parma, grazie all’adesione della Regione Emilia-Romagna al progetto sanitario di accoglienza, ospiterà i feriti offrendo loro le cure necessarie per la completa guarigione. Il progetto è stato presentato durante una conferenza stampa svoltasi presso la Direzione Generale dell’AO di Parma.

“Il progetto è nato alcuni mesi fa nell’ambito della strettissima collaborazione tra l’Intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo kurdo, al quale aderiscono deputati e senatori di tutti i gruppi politici, e l’Istituto internazionale di cultura kurda di Roma, raccogliendo l’appello rivolto alle istituzioni italiane da Asia Osman Abdulla, presidente del partito curdo Rojava, in occasione della sua visita nel nostro Paese e dell’audizione svolta in Commissione Esteri sul rispetto dei diritti umani in Kurdistan” – ha spiegato il deputato Giuseppe Romanini, presidente dell’Intergruppo – “I peshmerga curdi hanno rappresentato l’ultimo presidio militare all’avanzata dello Stato Islamico dopo che gli uomini del califfato avevano travolto gli eserciti iracheno e siriano. A loro si è rivolto l’Occidente per sconfiggere l’ISIS sul piano militare, oggi l’iniziativa umanitaria che abbiamo promosso e fortemente voluto, è il segno della doverosa gratitudine che anche il nostro paese deve a questo popolo”.

“L’intervento umanitario è stato possibile grazie all’adesione della Regione Emilia-Romagna al progetto” – ha spiegato la consigliera regionale Barbara Lori – “Grazie al prezioso interessamento della Presidente dell’Assemblea Legislativa, Simonetta Saliera, abbiamo ottenuto l’inserimento dei sei feriti curdi nel ‘Programma Assistenziale a favore di cittadini stranieri’ al quale inizialmente i curdi non avevano accesso. La disponibilità dell’Assessorato Regionale alla Salute così come della dirigenza e del personale medico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma ha consentito quindi di mettere a disposizione dei peshmerga feriti le cure di cui avranno bisogno nelle prossime settimane”.


“Chi deve essere curato, qui deve essere accolto: questa è la frase impressa in latino nel marchio dell’Ospedale Maggiore di Parma e mai come oggi quelle parole rappresentano il ruolo del nostro ospedale, cura e accoglienza” – ha ricordato Massimo Fabi, direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria – “Ringrazio il direttore sanitario Antonio Balestrino perché la presa in carico dei sei pazienti è stata adeguata e tempestiva. A loro, e all’alto valore che questo progetto umanitario esprime, mettiamo a disposizione due reparti di eccellenza nel sistema sanitario regionale come l’oculistica e la neurochirurgia”.

Alla conferenza stampa erano presenti anche Ermete Fiaccadori, presidente dell’ANPI di Reggio Emilia, e Carmen Mottain rappresentanza dell’ANPI di Parma.

“Il contributo dell’ANPI a questa iniziativa umanitaria è stato naturale perché è stata l’occasione per dare sostegno fattivo a persone che stanno facendo ‘la resistenza’ nel loro paese d’origine e stanno combattendo per la difesa della libertà e della democrazia in Medio Oriente ma anche in Occidente. Il loro impegno per fermare l’avanzata dell’ISIS è stato essenziale e irrinunciabile: dobbiamo essere loro riconoscenti e questa iniziativa consente di offrire loro una gratitudine tanto dovuta quanto necessaria. È compito dell’ANPI dare continuità a questi valori e sostenere anche concretamente chi se ne fa interprete nel mondo”.